"L'assenza di democrazia e liberta' nel nostro paese e' ben evidente. Il sindacato di base USB che e' stato il principale sindacato che si e' battuto a organizzare lo sciopero generale per la messa in sicurezza da coronavirus gli operai e tutti i lavoratori delle varie aziende italiane, a cui sono seguite le adesioni di tutti gli altri sindacati di base, e,data la alta adesione della stragrande maggioranza degli operai e dei lavoratori ha costretto anche CGIL-CISL-UIL a proclamare stati di agitazione, in realta' a inseguire le giuste rivendicazioni degli operai, per non perdere di mano la situazione, che gli stava effettivamente sfuggendo di mano, ebbene la USB e' stata sanzionata e messa sotto processo, con la unica colpa di avere, per prima preso le giuste difese del mondo del lavoro e di aver dato una sponda sindacale alle giuste lotte e rivendicazioni dei lavoratori, che chiedevano semplicemente il loro diritto svolgere un lavoro in sicurezza per se' stessi e per le loro famiglie. Ancora una volta si dimostra la mancanza di liberta' sindacale nel nostro paese e la totale egemonia dei sindacati confederali, che proprio perché collusi con il potere padronale sono gli unici riconosciuti dal sistema politico dominante. Tutte le altre organizzazioni sindacali che non si dimostrano docili con la classe padronale capitalista vengono perseguitati dal governo dei padroni e sono incriminate e multate proprio come sta succedendo all'USB. Noi in quanto lavoratori, comunisti e proletari non possiamo che solidarizzare con l'USB e con tutte quelle organizzazioni sindacali di base che agiscono in difesa dei diritti dei lavoratori.
Circolo Culturale Proletario di Genova"

USB: la Commissione di garanzia ci sanziona e promette restrizioni sugli scioperi, sarà una battaglia di libertà e democrazia
Con una deliberazione di ben 10 pagine la Cgsse ha aperto il procedimento di infrazione nei confronti della Confederazione USB per aver osato proclamare uno sciopero generale a difesa della salute di lavoratori e cittadini il 25 marzo scorso, limitando a un solo minuto simbolico la durata nei servizi essenziali quali sanità, soccorso alla popolazione, vigili del fuoco, vigili urbani, igiene urbana e cooperative di assistenza.
Dopo aver elencato una lunga sfilza di regole che USB avrebbe violato e per cui deve essere sanzionata economicamente, il Garante (di chi, di che?) si lancia in considerazioni intorno alla opportunità di proclamazioni di sciopero in un contesto di conclamata emergenza sanitaria... “in quanto contribuisce a generare un diffuso senso di insicurezza e a produrre incalcolabili danni alla collettività, determinando un non accettabile aggravio alle Istituzioni e/o aziende... rischia di vanificare le azioni di contenimento di cui ai recenti provvedimenti governativi.”
Evidentemente il garante Giuseppe Santoro Passarelli non ha capito che il nostro sciopero è stato proclamato e si è tenuto esattamente perché era già in essere “un diffuso senso di insicurezza”, generato però proprio dai provvedimenti governativi citati nella delibera.
La ragione per cui USB ha proclamato lo sciopero è stata infatti proprio la scelta del governo - ricattato da Confindustria e spalleggiato dai sindacati complici - di non chiudere con immediatezza ogni sito produttivo e ogni azienda o ufficio non utili a garantire la sicurezza dei cittadini e il funzionamento del sistema sanitario!
Ci si accusa di aver fatto esattamente ciò che era necessario fare: chiedere che la salute venisse prima dei profitti, facendo ridurre di molto il “diffuso senso di insicurezza” generato proprio dai provvedimenti del governo che USB contestava e tuttora contesta.
USB da anni è in prima linea nel denunciare sia il contenuto della Legge 146/90, che di fatto ha determinato l'impossibilità di agire il conflitto sindacale nelle forme e nei modi utili ad una normale dialettica tra le parti, che il ruolo di gendarme degli interessi padronali interpretato dalla Commissione.
Annunciata urbi et orbi la fustigazione in arrivo per USB, Santoro Passarelli si è poi dedicato con un proprio scritto a preconizzare conflitti aspri e di grandi dimensioni quando, passata l'emergenza, lo scontro si farà acuto per definire chi dovrà pagare i costi del coronavirus e già promette norme ancora più stringenti per garantire che a soccombere siano i lavoratori.
Da anni combattiamo contro inaccettabili provvedimenti governativi e soprusi padronali, e lo facciamo con le mani legate dietro la schiena grazie alla famigerata legge 146 del 1990, condivisa e sostenuta da quei sindacati che al conflitto hanno preferito la complicità e la subordinazione. Il diritto di sciopero va difeso a oltranza ed è possibile farlo soltanto praticandolo, come USB fa e continuerà a fare.
Per questo respingiamo le minacciose parole del garante, accettiamo la sfida della Commissione e rivendichiamo tutte le nostre scelte. La nostra difesa sarà una battaglia di libertà e di democrazia, per il ripristino del diritto di sciopero, contro il progressivo smantellamento dei diritti costituzionali, perché nel conflitto tra capitale e lavoro è il lavoro ad avere bisogno di strumenti di tutela, non il capitale.
Unione Sindacale di Base
Roma, 27 Marzo 2020
Federazione Liguria - Genova
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